All’Oratorio “San Luigi”, un ruolo determinante per la crescita degli adolescenti sono il gruppo degli animatori.

ecco l’identikit dell’ANIMATORE

Mettersi a disposizione, totalmente e gratuitamente, per aiutare i bambini a crescere nel gioco e nelle attività.

Il ruolo dell’animatore non è puramente materiale-organizzativo, ma deve essere quello di un educatore che ride, scherza, gioca e magari rimprovera il ragazzo che sbaglia aiutandolo a capire quale sia la via migliore per risolvere i problemi personali e con gli altri.

Essere veramente animatore implica una partecipazione individuale non solamente nel contesto dell’oratorio estivo, ma anche durante l’inverno e nelle domeniche durante l’anno, anche a Messa.

Un bambino che vede l’animatore durante l’estate e basta è facile che pensi che il nostro ruolo si completi solo in questo contesto, ma se ci vede durante tutto l’anno, anche solo per pochi minuti, penso capisca che l’animatore non è solo un riferimento dell’estate ma piuttosto un ragazzo presente sempre, con cui può parlare e confrontarsi.

Se volessimo solo soffermarci all’ aspetto pratico dell’essere animatori, non considerando ciò che sta alla base dell’esperienza di animatore in oratorio, cioè Dio, ci capiterebbe spesso di arrenderci, gettare la spugna e cercare di evitare gli incarichi che ci sono chiesti perché sono “stancanti”.

L’animatore vero è invece chi, sentendo i bambini come amici e fratelli,con una forza che gli viene dal cuore, si applica ogni giorno, ogni ora ed ogni istante dell’oratorio, senza fermarsi davanti alle difficoltà, perché vuole che sia tutto perfetto per i suoi amici e che sia per loro un momento in cui, oltre a divertirsi, si riesca ad imparare qualcosa di nuovo. Non solo per i ragazzi, ma anche per gli animatori.

Quello che conta, nell’essere un animatore in oratorio, è insegnare i valori cristiani, facendo capire ai bambini che anche partecipare alla Messa non è un momento triste ma piuttosto gioioso e di festa.

Per essere un vero animatore non bisogna essere ragazzi particolari, bravi in tutte le attività, ma piuttosto esser disposti ad essere umili, pronti a rispondere alla chiamata di un bambino che ci chiede aiuto, che vuole ascoltare una storia, che vuole giocare a pallone o vuole essere consolato, insegnando il comportamento più adatto per vivere con gli altri senza imboscarsi, scappare di fronte alle difficoltà o mettendo a tacere la chiamata che ci ha spinti veramente a diventare animatori

Così, le tre parole che porteranno ad essere un vero animatore sono: Fede, umiltà e carità (cioè disponibilità).